Chi sono

 

 

Luigi Dragotti è nato a Napoli nel 1952 – Maestro d'arte – Designer – vive e lavora a Napoli – Ha partecipato a svariate mostre. Molte sue opere sono in collezioni private.

Recensioni per i multipli su metallo prezioso:

Luigi Dragotti è un artista sensibile alla figura ed alla immediatezza della resa del brano pittorico. Preferisce temi umani e storici paesistici, ma è anche fine conoscitore del costume e della socialità. Tra le sue realizzazioni più corpose e vitali vanno ricordate le figurine femminili nel loro spazio intimo, viste come di sorpresa, scrutate e rivelate nel gesto e nell'espressione. È notevole in questo giovane il taglio geometrico che esprime un'attitudine alla impaginazione scenografica. Rosa Fabbricatore (1982)

In queste opere su metallo prezioso Luigi Dragotti fa coincidere sensibilità ed umanità: sceglie temi semplici ed essenziali e li focalizza nella espressività arguta di chiara matrice partenopea. Come negli oli e nelle grafiche geometrizzanti ed incisive nella comunicazione, anche qui il segno è libero, aperto, schietto: respira di luce ed immediatezza. Irta (1982)

Sorprende come Luigi Dragotti, grafico pubblicitario, scenografo, esperto di tagli geometrici essenziali per rendere con immediatezza la comunicazione visiva, sappia conciliare queste sue esigenze con quello schietto naturalismo che sostanzia la sua opera pittorica. Il discorso è complesso, ma solo in apparenza, in quanto pur essendo vero che le istanze dettate dai segnali emergenti impongono lo squillo esteriore e che il naturalismo espressivo esige che si scavi nel profondo per una resa meditativa ed intimistica, tuttavia è proprio la scioltezza del taglio e l'abitudine ad evidenziare l'essenziale a diventare sostrato di una resa pittorica la quale nelle sue esigenze lavorative non vuole perdere i legami con la tradizione figurale. Ad essa si ispira Luigi Dragotti, consapevole delle dimensioni culturali e tradizionali che alimentano le radici delle nostre espressioni. Egli identifica i suoi brani umani sul fondale della poesia e della spontaneità. Essenzializza il racconto, precisa i personaggi, le nature morte, le vedute paesaggistiche e nei suoi oli indugia con una vena di malinconia sui volti forti e densi di storia, sui tagli espressivi, sulle luci plastiche che connotano le volumetrie e le composizioni di vari frutti custodi dei loro segreti. Nel disegno la rapidità della rappresentazione ed anche la precisa volontà di folgorare attraverso momenti eclatanti, consentono certe visioni esuberanti. Intanto però l'arguzia del brano narrato trova nei temi semplici, nel fatto di cronaca, quei momenti noti a tutte le generazioni, per cui Dragotti sa leggere la bellezza, l'ingenuità, l'atto di fede, la malizia. Resta nel vortice dei moti tecnologici la curiosità del fanciullo che tutto si cela dietro un muretto per scrutare le nudità di alcune donne al bagno. Nulla di nuovo quindi per l'uomo di sempre e intanto il bisogno di esplodere a livello comunicativo e di potersi anche fermare a meditare sulla pochezza delle cose umane e sulla fragilità dell'esistenza. Angelo Calabrese (1982)

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